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Il ring del Max Muay Thai Stadium di Pattaya non aveva nulla di un'arena di gala, ma Tyson Fury ha offerto una prestazione pulita e senza sbavature. Nell'umidità di quella serata thailandese, davanti a un pubblico ristretto ma rumoroso, il britannico ha fermato il polacco Mariusz Wach per stop dell'arbitro al settimo round, venerdì 24 luglio, per il suo secondo combattimento dal ritorno alla competizione. Un successo controllato che alimenta lo slancio verso un autunno ben più pericoloso.
Una serata thailandese senza suspense
Fin dalle prime riprese, Fury ha imposto la sua allungo e il suo ritmo, tenendo Wach a distanza con un jab preciso che il polacco non è mai riuscito a superare.
Fin dalle prime riprese, Fury ha imposto la sua allungo e il suo ritmo, tenendo Wach a distanza con un jab preciso che il polacco non è mai riuscito a superare. Wach, 46 anni, si è mostrato resistente ma incapace di ridurre la distanza, le sue rare incursioni subito soffocate dai ganci in contropiede del Gipsy King. Il britannico ha alternato il lavoro al corpo e i colpi alla testa, sminuzzando il polacco round dopo round senza mai sembrare forzare. Al settimo assalto, l'angolo di Wach — o l'arbitro, secondo i resoconti — ha stimato che il conto fosse abbastanza salato. I tre giudici davano Fury ampiamente in testa al momento dello stop.
Il combattimento, trasmesso in esclusiva da Netflix nell'ambito della partnership firmata con il clan Fury, non ha incontrato i problemi tecnici che avevano afflitto altri eventi sportivi della piattaforma. Una buona notizia per il resto del contratto, mentre un Fury-Joshua in pay-per-view su Netflix fa gola ai broadcaster quanto ai promoter.
39 vittorie, e il ricordo delle sconfitte che si allontana
Con questo successo, Fury porta il suo record a 39 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio. La sua ultima sconfitta risale a maggio 2025, una decisione divisa dolorosa che lo aveva spinto a una pausa di quasi un anno. Dal suo ritorno alla competizione, il britannico ha infilato due stop prima del limite, segno che a 46 anni la potenza rimane anche se la mobilità si erode. I riflessi non sono più quelli del pugile che aveva detronizzato Wladimir Klitschko nel 2015, ma l'esperienza compensa ciò che le gambe hanno perso.
Wach non era un test. L'ex sfidante mondiale, che aveva tenuto dodici round contro Klitschko nel 2012 senza mai conquistare una cintura importante, è servito soprattutto come sparring partner di lusso. Ma nella meccanica di un comeback, questi combattimenti di rodaggio hanno la loro utilità : oliano gli automatismi, rassicurano le gambe e alimentano quella fiducia senza la quale un pugile di 46 anni non osa più prendere i rischi che fanno i grandi combattimenti.
Joshua, il vero test, si profila a novembre
Seduto al bordo del ring o seguendo la serata dall'Inghilterra, Anthony Joshua sa che il bersaglio si avvicina. Le due parti stanno discutendo di un confronto per novembre 2026, probabilmente a Londra o a Riyad, con una borsa che polverizzerebbe i record britannici. Il promoter Eddie Hearn ha confermato che le grandi linee finanziarie sono state definite, senza però rivelare l'esatto accordo. Fury, dal canto suo, ha ripetuto dopo il combattimento di voler "chiudere il capitolo Joshua prima di appendere i guanti al chiodo", una formula che riassume la posta in gioco esistenziale di questo duello.
La boxe pesante tiene qui il suo ultimo blockbuster intergenerazionale. Due quarantenni con stili opposti, due ego che non stanno più nella stessa isola, una rivalità che cova da dieci anni senza mai essere esplosa. L'appuntamento di novembre soddisfa tutti i requisiti, purché i due corpi tengano fino ad allora. E se il combattimento dovesse saltare, i due uomini avrebbero forse lasciato passare la loro ultima occasione di scrivere la pagina più attesa della loro generazione.