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La Belgrade Arena ha tremato sabato 1° agosto. Per la sua prima incursione in Serbia, l'UFC ha offerto al pubblico dei Balcani una serata all'altezza delle aspettative, guidata da un main event fulmineo e un co-main event che ha ricordato che i veterani hanno ancora conti in sospeso. Uros Medic, combattente serbo di origine, ha regalato la prestazione della sua carriera davanti al suo pubblico mettendo KO Daniel Rodriguez per TKO già al trentesimo secondo del primo round.
Medic, 30 secondi per entrare nella leggenda locale
Uros Medic, soprannominato "The Doctor", combatteva in casa per la prima volta sotto la bandiera UFC.
La sceneggiatura era quasi troppo bella. Uros Medic, soprannominato "The Doctor", combatteva in casa per la prima volta sotto la bandiera UFC. Di fronte a lui, Daniel Rodriguez, veterano americano con quindici combattimenti nell'organizzazione, per la prima volta in cima al cartellone di un Fight Night. Lo scontro di stili — la potenza grezza del serbo contro la resilienza dell'americano — prometteva una guerra. Non ce ne fu.
Fin dal via, Medic ha imposto un ritmo infernale. Un low kick di apertura, poi una pressione costante che ha subito soffocato Rodriguez. Una combinazione di pugni devastanti ha mandato al tappeto l'americano. L'arbitro è intervenuto dopo appena trenta secondi. In un'arena surriscaldata, Medic è esploso di gioia, sostenuto da un'arena dalla sua parte. Questo TKO lampo lo proietta in una nuova dimensione tra i welter, dove la divisione cerca pretendenti capaci di sconvolgere la gerarchia.
Blachowicz ricorda che bisogna ancora fare i conti con lui
Il co-main event vedeva Jan Blachowicz, ex campione dei mediomassimi, contro il neozelandese Navajo Stirling. A 43 anni, il polacco ha dimostrato di non aver perso nulla della sua potenza di colpo né del suo senso tattico. Blachowicz ha controllato i tre round con una gestione chirurgica della distanza, alternando calci devastanti al corpo e ganci precisi. Decisione unanime, senza possibilità di contestazione.
Questo successo riporta Blachowicz nella conversazione per uno scontro contro i big della categoria. Il polacco, che non ha mai nascosto il desiderio di riconquistare la cintura ceduta nel 2022, ha lanciato un messaggio chiaro dopo il combattimento: "Non sono venuto a Belgrado per fare da comparsa. Datemi un nome, uno qualsiasi."
Un evento fondativo per i Balcani
Oltre ai due combattimenti principali, questa prima visita dell'UFC in Serbia ha valore di simbolo. La regione dei Balcani, terra di sport da combattimento da decenni, non aveva mai ospitato l'organizzazione principale del MMA mondiale. I 14 combattimenti della card hanno messo in luce talenti locali e regionali che, fino ad ora, dovevano espatriare per sperare in una chance nell'Octagon.
L'UFC non ha sbagliato puntando su un headliner 100% serbo per il suo battesimo a Belgrado. La scommessa è vincente: il fervore popolare, gli ascolti locali e l'impatto mediatico della serata spingono per un rapido ritorno. Il presidente dell'UFC, Dana White, ha inoltre menzionato in conferenza stampa la possibilità di un evento numerato in Europa dell'Est già dal 2027. Belgrado potrebbe avere il suo appuntamento annuale.
