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Du Plessis vede ancora Strickland sbarrare la strada a Imavov

Dricus du Plessis non ha bisogno di una lunga presentazione per parlare di Sean Strickland. Lo ha affrontato due volte, per un totale di cinquanta minuti, e conosce…

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Redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e verificato con controlli automatici.

Dricus du Plessis non ha bisogno di una lunga presentazione per parlare di Sean Strickland. Lo ha affrontato due volte, per un totale di cinquanta minuti, e conosce meglio di molti altri quel modo strano che ha l’americano di trasformare un combattimento di alto livello in una sessione di logoramento permanente. Mentre Nassourdine Imavov aspetta ancora di vedere concretizzarsi la sua opportunità mondiale nei pesi medi, l’ex campione sudafricano ha offerto una lettura netta: se Strickland e il francese dovessero ritrovarsi di fronte, propende ancora per il detentore della cintura.

Un’analisi che parte dall’esperienza

Il sudafricano insiste soprattutto su una qualità meno spettacolare dei colpi portati avanzando: la capacità di Strickland di rimanere difficile da controllare, anche quando viene portato a terra.

Du Plessis non ha dato soltanto un pronostico da studio televisivo. La sua opinione si basa su due combattimenti molto equilibrati contro Strickland, dai quali è uscito vincitore, ma senza mai dare l’impressione di aver aperto la cassaforte senza incontrare resistenza. Il sudafricano insiste soprattutto su una qualità meno spettacolare dei colpi portati avanzando: la capacità di Strickland di rimanere difficile da controllare, anche quando viene portato a terra.

Secondo lui, è stata proprio questa resistenza a cambiare la dinamica contro Khamzat Chimaev. Strickland ha subito fasi di lotta, ma ha continuato a lavorare, a rialzarsi, a rifiutare le posizioni statiche. In una divisione in cui molti piani crollano non appena il ritmo diventa sporco, questa resistenza tecnica pesa molto. Spiega anche perché du Plessis vede il campione capace di imporre ancora una volta il proprio copione: pressione costante, jab, volume, difesa dalla lotta e cinque round giocati sui nervi.

Imavov non è più quello del 2023

Il richiamo al loro primo combattimento è inevitabile, ma può trarre in inganno. Strickland aveva battuto Imavov per decisione unanime nel gennaio 2023, in un duello accettato con breve preavviso e disputato nei pesi massimi leggeri. Da allora, il francese ha cambiato status. La sua serie di vittorie, costruita contro Roman Dolidze, Jared Cannonier, Brendan Allen, Israel Adesanya e poi Caio Borralho, lo ha inserito nella conversazione per il titolo dei meno di 84 kg.

Imavov afferma inoltre che l’UFC gli ha chiesto di aspettare un’opportunità mondiale invece di disputare un altro combattimento per rimanere attivo. Questo dettaglio conta: dimostra che il francese non è più soltanto un contendente elegante da testare in un incontro secondario, ma un nome abbastanza solido da aspettare ai margini della cintura. La questione ora è capire se questa attesa lo aiuti o lo esponga al rischio di perdere il ritmo.

La trappola Strickland

Il pericolo, per Imavov, non è soltanto il ricordo di una sconfitta. È lo stile stesso di Strickland. L’americano attira i suoi avversari in un combattimento lineare, a volte frustrante, in cui ogni scambio sembra semplice finché i minuti non si accumulano. Avanza senza grandi scenografie, chiude gli angoli con economia, difende abbastanza da spezzare le sequenze avversarie e costringe l’altro a fare meglio di lui per molto tempo.

Imavov possiede tuttavia argomenti concreti per incrinare questo schema. Colpisce più forte rispetto al 2023, varia maggiormente i suoi ingressi e sembra meglio equipaggiato fisicamente nei pesi medi. Il successo contro Adesanya ha rafforzato l’idea che possa gestire un duello di altissimo livello senza precipitare. Ma contro Strickland, il talento puro non è sempre sufficiente. Dovrà evitare i round che scivolano via, quei cinque minuti in cui nulla sembra drammatico ma il campione spunta tutte le caselle dei giudici.

Una cintura, tre traiettorie

Questo possibile Strickland-Imavov va oltre il semplice recupero di un vecchio risultato. Per il francese, sarebbe l’occasione di diventare il primo volto francese al vertice di una grande categoria UFC. Per Strickland, una difesa riuscita darebbe finalmente peso al suo nuovo regno. Per du Plessis, sarebbe anche un modo per avvicinarsi a un terzo atto contro un rivale che rispetta tanto quanto desidera superare nuovamente.

Nulla è ancora ufficiale, ed è questo il punto da non mascherare. Ma i pezzi sono visibili: un campione tornato centrale, uno sfidante francese che dice di aver ricevuto il via libera sportivo e un ex re che osserva la scena con la sicurezza di chi ha già trascorso dieci round nella gabbia con l’uomo da battere. Se l’UFC premerà il pulsante, Imavov saprà almeno una cosa: Strickland non gli offrirà né caos gratuito né scorciatoie.

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