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La NHL punta a Houston per la sua 33ª squadra, il conto parte da due miliardi

Il vice commissario della NHL, Bill Daly, ha confermato mercoledì che Houston è la favorita per ospitare la 33ª franchigia della lega, con un biglietto d'ingresso che…

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Il vice commissario della NHL, Bill Daly, ha confermato mercoledì che Houston è la favorita per ospitare la 33ª franchigia della lega, con un biglietto d'ingresso che partirebbe da due miliardi di dollari. Una dichiarazione che accelera il processo di espansione, atteso da diversi mesi. Il tetto delle trentadue squadre, superato con l'arrivo di Seattle nel 2021, appartiene già al passato.

Interrogato nel podcast The Eye Test, Daly ha precisato che i proprietari e la lega sono «principalmente interessati» alla metropoli texana, senza però escludere Austin. Il discorso ha cambiato tono: dopo mesi di speculazioni, il vocabolario usato dal numero due della NHL tradisce una reale intenzione di avanzare, possibilmente prima della fine dell'anno 2026.

Interrogato nel podcast The Eye Test, Daly ha precisato che i proprietari e la lega sono «principalmente interessati» alla metropoli texana, senza però escludere Austin.

Houston, un dossier solido

Houston soddisfa tutti i requisiti. La città dispone già di un'arena conforme agli standard NHL, il Toyota Center, e di un bacino di popolazione che renderebbe la franchigia texana una delle più attrattive del circuito. L'importo di due miliardi di dollari, confermato già ad aprile dalla lega, polverizza le precedenti espansioni: Las Vegas aveva sborsato 500 milioni nel 2017, Seattle 650 milioni nel 2021. L'inflazione del biglietto d'ingresso dice tutto sulla salute finanziaria della NHL.

L'Associazione giocatori non percepisce alcuna parte di queste spese, il che rafforza l'appetito dei proprietari ad accelerare il movimento. Un 33º club prima di dicembre 2026 aprirebbe la strada a una 34ª squadra entro il 2028, ed è qui che Atlanta entra in gioco. La capitale georgiana, che ha già perso i Flames (1980) e i Thrashers (2011), sogna un terzo tentativo. Daly ha menzionato questa possibilità senza chiuderla, alimentando le discussioni su un ritorno a due conference equilibrate.

Un Texas a due teste?

Austin resta nella conversazione, ma la dinamica pende nettamente verso Houston. La rivalità naturale con i Dallas Stars, l'accesso a un mercato ispanico massiccio e la presenza di un potenziale proprietario credibile pesano molto. Il calendario si precisa: se la lega assegna la 33ª franchigia entro la fine dell'anno, il club potrebbe entrare nella NHL per la stagione 2028-2029, il tempo di finalizzare l'identità, il reclutamento e le infrastrutture.

Questa espansione texana si inserisce in una strategia più ampia della NHL, che cerca di consolidare la sua presenza nel Sud degli Stati Uniti aumentando al contempo il valore complessivo delle sue franchigie. Con un salary cap in costante aumento e diritti TV che esplodono, i proprietari vedono in ogni nuovo club un'operazione redditizia a breve termine e una scommessa strategica a lungo termine. Resta da vedere se Houston saprà trasformare l'occasione in successo e convincere un pubblico texano storicamente orientato verso il football americano e il baseball.

La sfida non è da poco. La NHL è già riuscita a insediarsi in mercati non tradizionali, da Nashville a Las Vegas passando per la Florida, ma il Texas resta un territorio dominato dal football americano, dal baseball e dal basket. Convincere gli abitanti di Houston a scambiare un sabato pomeriggio di tailgate con una serata di hockey richiederà più di una bella pista e un proprietario facoltoso.

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