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Tampa Bay ha finalmente lasciato la colonna delle squadre senza vittorie, e lo ha fatto in un luogo dove il rumore spesso pesa quanto il tabellone. I Buccaneers hanno battuto Dallas 24-16 giovedì sera all’AT&T Stadium, in apertura della settimana 5 NFL, grazie a un terzo quarto incisivo, a un gioco di corsa massiccio e a una difesa che ha chiuso l’ultima porta. Per i Cowboys, tornati in equilibrio una settimana prima, la sconfitta in casa ha un sapore più pesante del semplice 2-3.
Un attacco semplice, ma finalmente incisivo
La squadra ha soprattutto ritrovato una base: correre con forza, proteggere il giovane quarterback e colpire quando Dallas apre uno spiraglio.
Tampa Bay non ha vinto moltiplicando gli effetti speciali. La squadra ha soprattutto ritrovato una base: correre con forza, proteggere il giovane quarterback e colpire quando Dallas apre uno spiraglio. Il dato più significativo è quello delle 241 yard su corsa, confermato dai resoconti del dopo partita. Bucky Irving ha portato la parte più visibile con 175 yard e due touchdown, tra cui una ricezione corta trasformata in meta e una corsa di una yard.
La partita è svoltata in un terzo quarto vinto 17-0 dai Buccaneers. Dopo un primo tempo ancora incerto, Tampa Bay ha accelerato senza disperdersi. Un passaggio profondo di Jalon Daniels per Tez Johnson ha cambiato la geografia del campo, Emeka Egbuka ha aggiunto un touchdown su corsa di 14 yard e Chase McLaughlin ha completato il distacco al piede. Nulla di lussuoso, ma molte decisioni giuste al momento giusto.
Daniels guadagna spazio
Jalon Daniels disputava soltanto la sua seconda partita da titolare in NFL, e questa vittoria gli offre un punto di riferimento che le sessioni video non possono sostituire. I Buccaneers lo hanno aiutato con un piano chiaro: volume di gioco su corsa, letture semplificate, poi qualche occasione per cercare la profondità quando la difesa di Dallas si chiudeva troppo rapidamente.
La sua giocata più nitida resterà questa connessione di 64 yard con Tez Johnson, perché ha costretto i Cowboys a rispettare qualcosa di diverso dalla corsa. Ma la sua partita si misura anche dalla capacità di non rendere la serata ingestibile. Tampa Bay aveva perso le prime quattro partite, tutte con margini risicati, e sarebbe stato facile giocare contratti. Daniels non ha risolto tutto, ovviamente, ma ha regalato alla sua squadra una serata in cui l’attacco ha respirato invece di contare i rimpianti.
Dallas punita dalle palle perse
In casa Cowboys, la frustrazione deriva dalla natura della sconfitta. Dallas conduceva 10-7 all’intervallo, poi ha lasciato che Tampa Bay prendesse il controllo al rientro dagli spogliatoi. Dak Prescott ha trovato George Pickens per un touchdown di 18 yard a 5:26 dalla fine, riportando i Cowboys a otto punti, ma la trasformazione da due punti è fallita.
L’ultima vera occasione è svanita su un’intercettazione di Alex Anzalone, arrivata su un passaggio deviato nell’ultimo minuto. Non è stato l’unico colpo inferto dalla difesa della Florida: anche Yaya Diaby ha intercettato Prescott, e Tampa Bay ha recuperato un fumble forzato da Miles Killebrew. Tre palle perse contro una squadra a caccia della sua prima vittoria significano spesso offrire una stampella all’avversario. Dallas lo ha imparato senza troppi riguardi.
Una vittoria che cambia il tono, non ancora la stagione
Tampa Bay sale a 1-4, cosa che non trasforma improvvisamente il suo inizio di stagione in un successo. Ma una vittoria in prime time, a Dallas, con 419 yard offensive e una difesa solida nei momenti decisivi, cambia il clima di lavoro. Todd Bowles e il suo staff ottengono almeno una prova concreta che il gruppo non ha mollato dopo quattro sconfitte risicate.
Per Dallas, la faccenda è più irritante. I Cowboys avevano l’opportunità di portarsi sopra .500 e di confermare una reazione. Si ritrovano sul 2-3, con una difesa messa in difficoltà sulle corse e un attacco che ha inseguito la partita per tutto il secondo tempo. La stagione non è compromessa, ma chiede già una risposta netta. Perdere contro una squadra sullo 0-4 non è mai una catastrofe matematica; in una settimana NFL, però, è il tipo di sassolino che resta a lungo nella scarpa.