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La piccola sagoma di Lino Martschini ha solcato il ghiaccio del centro OYM di Cham questo lunedì 4 agosto. Nove mesi dopo essere crollato su un appoggio banale contro i SCL Tigers, l'attaccante dell'EV Zug ha partecipato alla prima seduta di allenamento diretta dal nuovo coach Lauri Marjamäki. La maglia era rossa, segno che i contatti restano vietati, ma l'essenziale era altrove: il numero 46 ha ritrovato i suoi compagni e il suo ghiaccio.
Il ginocchio che ha sospeso tutto
Fine ottobre 2025, una serata di National League si trasforma in incubo.
Fine ottobre 2025, una serata di National League si trasforma in incubo. Martschini carica un tiro in zona offensiva, il ginocchio cede. Rottura del legamento crociato anteriore. Per un fisico di un metro e sessantotto, la cui velocità e i cambi di direzione fulminanti costituiscono la firma, la sentenza è crudele. La riabilitazione si preannuncia interminabile.
L'operazione è avvenuta a Zurigo nei giorni successivi alla diagnosi. Il chirurgo ha parlato di sei-nove mesi di indisponibilità, una cifra che lo staff di Zugo ha rifiutato di commentare pubblicamente. Le prime settimane sono state le più dure: stampelle, tutore articolato, nessun carico. Un giocatore il cui gioco si basa sull'esplosività, improvvisamente inchiodato su un divano.
Lo zurighese d'adozione è sparito dai radar mediatici per mesi. Nessuna dichiarazione amara, nessun conto alla rovescia pubblico. Solo ore di rinforzo muscolare e di core stability nell'ombra del centro di allenamento. Chi lo ha incrociato descrive un giocatore metodico, quasi maniacale nella sua rigore di riabilitazione.
Un attaccante fatto per lo spettacolo
Dal suo arrivo al club nel 2012, Martschini si è costruito un curriculum che parla per lui. Le sue accelerazioni in uscita dalla zona neutra hanno fatto alzare le tribune della Bossard Arena decine di volte. Il suo tiro di polso, scoccato con un tempo di reazione minimo, ha ingannato i migliori portieri del campionato svizzero.
L'uomo con sei convocazioni con la Svizzera non è mai stato il più fisico sul ghiaccio, ma nessuno legge il gioco veloce come lui in transizione. I suoi compagni raccontano che anticipa le traiettorie due passaggi in anticipo. Nel 2023-2024, ha totalizzato 44 punti in stagione regolare, il suo miglior totale da cinque anni.
A 33 anni, incarna una rarità nell'hockey moderno: il giocatore formato altrove ma diventato indissolubile da una sola maglia. Il suo contratto scade nel 2027. I tifosi dell'EVZ lo considerano un mobile, nel senso migliore del termine. Una presenza rassicurante in uno sport dove le rose cambiano ogni estate.
Un nuovo capitolo sotto bandiera finlandese
Il ritorno di Martschini coincide con l'inizio dell'era Marjamäki a Zugo. Il tecnico finlandese di 48 anni, prelevato da Kloten e sotto contratto fino al 2028, ha diretto una prima seduta che ha giudicato incoraggiante. La rosa 2026-2027 conta 22 giocatori e lo staff medico procede con prudenza sul dossier del veterano.
Il finlandese ha costruito la sua reputazione a Kloten su un ritmo elevato e una responsabilizzazione dei leader. Con Martschini, dispone di un tramite naturale tra panchina e spogliatoio. I giovani talenti di Zugo, tra cui diverse promesse svizzere attese in National League quest'anno, troveranno nel veterano un modello di costanza. Resta la questione fisica: un ritorno alla competizione esige certezze che solo la sequenza di partite amichevoli potrà dare.
La stagione di National League inizia il 15 settembre a Losanna. Sei settimane di preparazione separano Martschini dal suo ritorno in partita ufficiale. Un legamento ricostruito a volte impiega un'intera stagione prima di ritrovare tutte le sensazioni. Ma per la prima volta da quella sera di ottobre, il folletto di Zugo ha indossato i pattini con il gruppo. E questo, nessun protocollo medico può quantificarlo.